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don Folci

Cosa vuole dire “il decreto attestante le virtù eroiche di don Giovanni Folci”?

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Francesca Consolini

Il 30 settembre 2015 Papa Francesco ha ricevuto in udienza privata Sua Eminenza Reverendissima il Card. Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, ed ha autorizzato la pubblicazione di numerosi decreti relative a Cause dei Santi, fra questi il Decreto attestante le virtù eroiche di don Giovanni Folci, sacerdote, parroco e fondatore dell’Opera Divin Prigioniero.
Ma cosa vuole dire, in concreto “il decreto attestante le virtù eroiche di don Giovanni Folci”? Significa che don Folci, per tutta la vita, ha vissuto fedelmente il Vangelo, rispondendo di sì ad ogni chiamata del Signore, anche quando gli è costato sacrificio, rinuncia, persino il dono della vita. Ci sono santi che trovano il Signore e rispondono alla sua chiamata quasi all’improvviso, per una conversione, magari da una vita lontano da Dio e dalla sua legge; poi, una volta detto il primo sì, buttano tutti se stessi nelle braccia di Dio e arrivano a compiere a volte grandi imprese di carità e di fede come l’apostolo S. Paolo.
Ci sono santi, come don Folci che per tutta la vita hanno detto sì, nella fedeltà nascosta della vita quotidiana, senza clamore e senza gesti clamorosi. Vivere le virtù eroiche significa questo: ascoltare la voce di Dio che chiama e saper corrispondere. Dio chiama attraverso gli avvenimenti e le persone che ci pone accanto.
In poche parole il Santo è la persona che fa la volontà di Dio sempre, ogni giorno, ogni momento; è la persona che davanti ad ogni scelta si interroga su cosa il Signore voglia da lui e lo fa. Questo non esclude i cedimenti, le paure, gli errori, i limiti dettati dal temperamento, ma il Santo sa lavorarsi ascoltando lo Spirito che gli suggerisce la volontà di Dio.
In genere, proprio perché sono persone sempre in ascolto, i Santi sono anche persone molto semplici, serene di fronte alla vita, anche se questa comporta prove dolorose; aperte agli altri, disponibili, e molto sensibili anche sotto il profilo umano.
Il decreto è un documento molto semplice ed essenziale; brevi note sulla vita del Servo di Dio con particolare attenzione alla sua spiritualità e al suo carisma, se si tratta di un fondatore, e le date che scandiscono le tappe più salienti del percorso della causa in fase romana. E’ un passo fondamentale nel cammino verso la beatificazione e direi il passo più importante perché riconosce lo sforzo del Servo di Dio di corrispondere al Vangelo nella quotidianità della vita, a volte difficile. E’ una risposta di amore data spesso nella cieca fiducia della fede che non vede l’orizzonte ma si fida; è sperare contro ogni speranza specie nelle situazioni più buie, anche nel tormento della notte dello spirito che molti Santi hanno vissuto. E’ la risposta di amore all’Amore che si concretizza nel servizio agli altri senza misura. Per don Folci fu davvero così. Rispose molto giovane, quasi ancora bambino, alla chiamata del Signore, ma lo fece con la consapevolezza che il fine della sua vita era quello di dare tutto a Dio; l’aspirazione principale della sua vita fu quella di farsi santo: «Voglio essere santo! Presto santo! Gran santo! Il nuovo stato al quale, solo per ’infinita vostra bontà, o Gesù mio, io apparterrò tra brevi giorni, offre mezzi grandissimi e numerosi di santificazione, sublime santificazione».
Una tensione alla santità che egli visse in ogni stadio della vita e che non si allentò nelle difficoltà anche grandi che dovette incontrare, come la guerra e la prigionia, la fondazione dell’Opera, la situazione iniziale della parrocchia di Valle.
Ma cosa significa in concreto essere santi, farsi santi, voler essere santi? Il significato è semplice e arduo al tempo stesso: fare sempre la volontà di Dio in ogni occasione della vita, in pieno abbandono alla sua volontà. E sapersi nutrire alle sorgenti di questa santità, alla sorgente per eccellenza che è l’Eucaristia, ossia Gesù vero, reale e presente. Don Folci visse questa tensione alla santità che ora la Chiesa gli riconosce.

Francesca Consolini
2 Ottobre 2016
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I Padri Cardinali e Vescovi, nella Sessione ordinaria del 22 settembre 2015 presieduta dal Card. Angelo Amato, hanno riconosciuto che il Servo di Dio ha esercitato in grado eroico le virtù teologali, cardinali ed annesse.

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