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Il sogno

Santuario - Valle di Colorina

A Valle i resti mortali di Don Folci riposano presso l’altare sul quale un gruppo bronzeo dello scultore Tavani rappresenta un soldato soccorso e sorretto da un prete. Ma questo non è il solo richiamo del grandioso progetto che dettò a Don Folci le opere realizzate in anni non facili. Il Santuario del Divin Prigioniero, chiesa parrocchiale della piccola frazione di Colorina, è il racconto visivo del “sogno” di Don Folci. Gli affreschi del pittore Arduino sono tutti una efficace rassegna del Christus patiens e del martirio dei suoi amici, gli apostoli. Il dipinto sul catino dell’abside segna la data di nascita del progetto del sacerdote cappellano e prigioniero. Don Folci vi è raffigurato con la talare nera, accanto a un militare ferito. Non è soltanto la documentazione dell’opera svolta a Celle-lager. E’ la grande, impegnativa proposta perché, finalmente, l’uomo riscopra, nella certezza che “Dio è Amore”, le ragioni della sua vera grandezza. I Grandi della statura di Don Folci operano sempre, con il pensiero alla parabola evangelica del seme che germoglia sotto terra, ma sanno che i tempi di Dio non coincidono quasi mai con i nostri e sanno attendere. Magari fino a far temere che la germinazione si faccia aspettare troppo o che non venga mai. Ma ciò che importa è che il seme sia gettato: chi lavora nel campo del Signore sa che, poi, quel che rimane da fare spetterà a Lui, che apprezza chi Lo segue sulla “via crucis”.