mercoledì , 2 Dicembre 2020
93° anniversario opera don folci

29 NOVEMBRE 2019: 93° Anniversario Fondazione Opera Divin Prigioniero

93° anniversario opera don folci

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Diario della giornata

Venerdì 29 novembre, un buon gruppo di amici e di amiche hanno accolto l’invito e si sono ritrovati a Como per ricordare e celebrare insieme il 93° anniversario di nascita dell’Opera Don Folci. Chi era presente ha avuto la bella percezione di essere accolti con attenzione e cortesia e di formare una comunità di fedeli che richiamasse, in miniatura, il mistero della Chiesa, Popolo di Dio. Infatti, hanno aderito all’iniziativa un vescovo, una ventina di sacerdoti, un folto gruppo di suore di vari Istituti, alcune consacrate, un buon numero di ex-alunni e rispettive consorti.

La mattinata, dopo i consueti e calorosi saluti, è cominciata con la visita alla mostra itinerante sulla figura e sul pensiero di don Giovanni Folci (ferma a Santa Croce da qualche tempo in attesa di riprendere la propria peregrinazione nelle parrocchie, negli Istituti della diocesi, etc.).

Alle 10:00 ci si è incontrati per richiamare e sviluppare alcuni aspetti della proposta di offrire una nuova fisionomia all’Associazione ex-alunni e amici dell’Opera. Il medesimo testo apparirà sul prossimo numero del Richiamo previsto prima di Natale: si attendono significativi contributi di altri amici, interessati all’ideale di don Folci a favore delle vocazioni sacerdotali e a sostegno dei preti con cui siamo in contatto. In realtà, l’impegno consiste non solo nel far conoscere la persona, il pensiero e l’azione di don Folci, bensì nel testimoniare e dare maggiore visibilità al carisma del fondatore, così che là dove c’è un prete ci saranno dei credenti pronti a sostenerlo e a collaborare con lui nello svolgimento del suo ministero sacerdotale. È auspicabile e utile che nelle nostre comunità sorgano iniziative con momenti di preghiera e incontri finalizzati a ottenere tante e sante vocazioni sacerdotali e religiose oltre a sostenere i presbiteri che vi operano. Si potrà in tal modo prevedere e provvedere alla creazione di una rete di collegamenti fra le diverse realtà che fanno riferimento all’ideale del ‘Padre’. Anche il Richiamo servirà a svolgere un compito di supporto per simili iniziative e di promozione delle stesse.

Verso le 11:15 ci si è avviati nella cappella delle suore Ancelle per l’Eucaristia presieduta da mons. Ghidelli e concelebrata da 16 sacerdoti. I fedeli presenti, circa un centinaio, vi hanno partecipano attivamente con le letture scelte per l’occasione e i canti liturgici che l’amico Enrico ha accompagnato all’armonium. Il Presule, nella sua omelia, ha ripreso passo dopo passo il Vangelo appena proclamato

Mt 11,25-30: 25 In quel tempo Gesù disse: «Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. 26 Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te. 27 Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare. 28 Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. 29 Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. 30 Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero».

proponendo  tre riflessioni:

  1. Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra… – Gesù, sotto l’influsso dello Spirito Santo, innalza a Dio Padre un canto di lode e di ringraziamento. Oggi, viene spontaneo l’accostamento alla figura di don Folci, uomo di preghiera e di adorazione, che, prima di mettersi a realizzare qualcosa, si raccoglieva davanti al Tabernacolo perché lo Spirito del Signore lo illuminasse e lo guidasse nelle sue scelte difficili, pur consapevole della propria limitatezza, piccolezza e fragilità.
  2. Tutto mi è stato dato dal Padre mio… – Gesù prende coscienza della missione ricevuta dal Padre, dal quale ha ricevuto tutto e al quale tutto vuole offrire, fino alla morte in croce. Perciò, se vogliamo conoscere Dio, occorre affidarci completamente al suo Figlio Unigenito: è il mistero della Figliolanza divina, grazie al nostro Battesimo. Noi, qui riuniti, abbiamo davanti l’esempio inestimabile di don Folci, che ha consacrato l’intera vita alla realizzazione della sua Opera. Sta a noi, oggi, seguirne le orme e fare in modo che il suo prezioso patrimonio non venga a dissolversi.
  3. Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò… – In queste parole pronunciate da Gesù, vi è un chiaro e preciso richiamo al carisma e all’azione del ‘Padre’, che si è costantemente adoperato a favore dei sacerdoti anziani, malati o in crisi. Il cuore di Cristo così come quello di don Giovanni si è spalancato verso i propri confratetelli bisognosi. Preghiamo, quindi, il Signore, affinché l’Opera don Folci possa crescere secondo i desideri e la dedizione del suo fondatore e non secondo le nostre meschinità.

La santa messa si èconclusa in un clima di gioia e di grande festa, con uno scambio fraterno di saluti e di auguri con gli amici e le amiche che non si sono fermate a pranzo.

A tavola eravamo oltre 80 commensali.

Verso le 15:00 ci siamo ritrovati nel salone per ascoltare le riflessioni di don Ivano Colombo sui rapporti tra preti e laici all’interno della Chiesa, traendone alcuni spunti interessanti. Il relatore si dice convinto che don Folci era persuaso che difronte a un problema occorreva cercarne la soluzione più adeguata, per cui per la crescita e la formazione dei ragazzi ha pensato alla creazione di ambienti adatti come appunto i ‘preseminari’. A suo parere, noi cristiani diventiamo santi insieme, famiglie e sacerdoti, perchè sia il matrimonio sia l’ordine sono due sacramenti che hanno una forte valenza sociale. Sta a noi convincerci che dobbiamo seminare bene se vogliamo ottenere frutti positivi, indipendentemente da chi potrà mietere. Che cosa possiamo fare ?

  • Non bisogna pensare all’audience, ossia pretendere di aver sempre davanti folti gruppi di persone.
  • Occorre arrivare al cuore, alla coscienza di ciascuno, dopo però avere smosso il nostro.
  • Sarebbe utile proporre nei nostri incontri alcune figure di preti di frontiera, anche attraverso l’arte (pittura, letteratura, cinema).

Alle 16:30 alcuni amiche e amici si sono uniti agli ospiti della casa per la recita dei Vesperi, con cui si è conclusa una giornata davvero speciale, partecipata intensamente. È opportuno riconoscere che in Santa Croce si è instaurata una sorta di fraternità ecclesiale, aperta e accogliente, ricca d’iniziative che coinvolgono suore, preti, ospiti, consacrate, amici e amiche. L’anniversario celebrato il 29 novembre non ha avuto alcun significato di nostalgia dei tempi passati, ma ha rappresentato una bella iniezione di speranza e di sollievo. La Vergine Maria ci aiuti a risvegliare in noi tutti la bellezza e lo stupore dello spirito folciano, capaci di aprirci verso orizzonti rinnovati e di suscitare nuove curiosità.

In chiusura è stato proposto di ritrovarci martedì 31 marzo 2020, a ricordo dei 56 anni dalla morte di don Folci (31 marzo 1963).

Fraternamente.

(Silvano Magni – Presidente Associazione ex-alunni e amici Opera don Giovanni Folci)